SANT’UBALDO (Patrono di Gubbio)
Due terre lontane, divise da frontiere e da centinaia e centinaia di chilometri, sono da sempre legate dal culto per il comune Patrono Sant’Ubaldo. Un Santo che, per la sua vicenda terrena, sembrava dover essere relegato nella ristretta cerchia delle nostre montagne, è invece conosciuto e venerato da secoli nei paesi più lontani del vecchio continente. Tale venerazione è originata dalla meravigliosa leggenda, che racconta come la reliquia del santo sia stata trasferita nella terra di Alsazia dal suo servitore.
La tradizione racconta che il vescovo Ubaldo aveva un cameriere di origine tedesca che lo aveva assistito fino all’ultimo con amore e dedizione, al quale il vescovo aveva promesso, alla sua morte, l’anello pastorale. Alla morte del Pastore il servitore, memore della promessa, prelevò l’anello dalla mano destra, ma con l’anello si staccò anche il pollice (così almeno allora si credette) che egli nascose nel pomo del suo bastone.
Lasciata la città di Gubbio per tornare nei suoi paesi d’origine, dopo un lungo e faticoso viaggio, giunse in Alsazia il 1° luglio 1161 (S. Ubaldo era morto il 16 maggio 1160), in una vallata silenziosa, coperta da un folto bosco di abeti. Stanco, conficcò il bastone nel terreno e si coricò per dormire. Al risveglio, cercò di riprendere il bastone per proseguire il cammino, ma questo, nonostante gli sforzi, restava fisso nel terreno come se avesse messo delle radici. Meravigliato e quasi terrorizzato si prostrò pregando ed invocando il santo vescovo. Contemporaneamente dall’alto della collina, nel castello costruito a protezione della vallata in cui correva la strada di collegamento tra i paesi del Nord e l’Italia, il conte Ferrette di Engelbourg, mosso dalla curiosità nel vedere tre fuochi sopra un abete che non bruciava, si diresse nel bosco, dove trovò il pellegrino che pregava. Si fece raccontare dallo sconosciuto quanto stava accadendo e, intuendovi un segno soprannaturale, promise di costruire sul luogo una cappella in onore del Santo Vescovo. A quel punto fu facilissimo sollevare da terra il bastone con la sacra reliquia, che da allora restò nella cappella subito realizzata.
I miracoli che S. Ubaldo continuava ad operare attirarono pellegrini sempre più numerosi e, attorno alla prima cappella, sorse ben presto un villaggio poi una borgata, che crescendo si trasformò, finchè nel 1290 le fu riconosciuto il titolo di città. Si hanno notizie dell’arrivo a Thann nel 1357 di pellegrini provenienti da Lubecca, nel 1368 da Kiel, nel 1371 da Amburgo, nel 1378 da Salisburgo.
Quel piccolo tempio fatto costruire dal conte Ferrette non riusciva più a contenere le masse di fedeli provenienti da ogni parte. Le generose elemosine lasciate dai pellegrini che accorrevano o che passavano per quella vallata per recarsi a Roma o alla tomba dell’apostolo S. Giacomo a Compostella, resero possibile la sostituzione dell’umile chiesetta con un tempio che meglio testimoniasse l’amore ed il culto di quei popoli per il grande intercessore di Gubbio. Nell’arco di due secoli, abili lapicidi hanno lasciato la testimonianza dell’amore per San Teobaldo (così viene chiamato a Thann e in molti paesi d’Europa) con un tempio in stile gotico tra i più ammirati di Francia per l’eleganza del campanile alto 75 m. (considerato il più bello dell’Alsazia) e per la straordinarietà del portale gemino che, nei suoi tre timpani, con 432 figure scolpite in pietra, narra la vita della Vergine risultando l’edificio più ricco dopo la Cattedrale di Strasburgo.
Albero di natale
Albero di Natale più grande del mondo.
Gubbio: dal 7 dicembre al 10 gennaio di ogni anno
Realizzato sulle pendici del Monte Ingino, che sovrasta la Città, l’Albero di Natale di Gubbio è costituito da circa 800 sorgenti luminose di vario colore, in grado di realizzare un effetto cromatico assolutamente particolare ed unico, collegate tra loro da circa 8.500 mt di cavi elettrici.
Per le sue gigantesche dimensioni nel 1991 è entrato nel Libro dei Guinness dei primati come Albero di Natale più grande del mondo.
Viene acceso ufficialmente ogni anno la sera del 7 dicembre intorno alle ore 19,00-20,00 e rimane visibile dal tramonto in poi per tutto il periodo natalizio fino al 10 gennaio successivo.


